{"id":3389,"date":"2014-04-05T22:01:34","date_gmt":"2014-04-05T20:01:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.blazejstrba.eu\/?p=3389"},"modified":"2014-04-05T22:01:34","modified_gmt":"2014-04-05T20:01:34","slug":"smrt-co-vedie-k-zivotu-lectio-pre-sbf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blazejstrba.eu\/en\/smrt-co-vedie-k-zivotu-lectio-pre-sbf\/","title":{"rendered":"Smr\u0165 \u010do vedie k \u017eivotu (Lectio pre SBF)"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #800000;\"><a href=\"http:\/\/www.blazejstrba.eu\/wp-content\/uploads\/Kriz_Jeruzalem265.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-3390\" alt=\"Kriz_Jeruzalem\" src=\"http:\/\/www.blazejstrba.eu\/wp-content\/uploads\/Kriz_Jeruzalem265-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Morte come una porta alla vita<\/span><\/strong><\/p>\n<h3>Introduzione<\/h3>\n<p>Abbiamo 4 settimane e 4 giorni di quaresima ormai dietro di noi. 32 giorni. Quando ho fatto la maratona in Galilea mi ricordo che fino al km 30 \u00e8 andato tutto bene, ma poi proprio km 32 e 38 erano molto critici. Questa esperienza mi illumina anche il mio camino quaresimale di 40 giorni. Pur non essendo nella corsa, uno si stanca, dimentica la direzione, si sperde, e disorientato cerca il senso e la direzione per riprendere. La rutina quotidiana <!--more-->ha una forza di vincere qualsiasi buon proposito, l\u2019ispirazione al bene. Pure la perseveranza nel bene e nel servizio ai fratelli ogni tanto ne riceve puni dalla quotidianit\u00e0. Infatti, fa un servizio al risvegliare lo spirito dentro di noi.<\/p>\n<p>Le letture della 5\u00b0 domenica si possono meglio capire dalla prospettiva di <b><i>uno che sta gi\u00f9, che \u00e8 stancato, che si esasperato, che si sente come morto<\/i><\/b>. Le esperienze oppure le situazioni pi\u00f9 dolorosi, pi\u00f9 difficile spesso possono diventare un punto fisso da cui si pu\u00f2 alzare, risorgere e camminare e, volendo anche correre verso nella direzione gi\u00e0 conosciuta.<\/p>\n<h3>Prima lettura (Ez 37,12-14)<\/h3>\n<p>Per capire la prima lettura <b><i>basta diventare come morti<\/i><\/b>. Perch\u00e9 il <i>messaggio illuminante <\/i>verso Israele \u00e8 che il <b><i>Signore gli far\u00e0 tutti uscire dalle loro tombe<\/i><\/b>. Non loro, ma Dio cambier\u00e0 la loro situazione d\u2019impurit\u00e0 e di morte.<\/p>\n<p><b>L\u2019agire salvifico di Dio \u00e8 un presupposto<\/b> perch\u00e9 il suo spirito possa vivificare i morti. Il credere nell\u2019aiuto unico di Dio comporta la conoscenza di questo Dio. Se non credi, non lo conoscerai.<\/p>\n<h3>Salmo 130<\/h3>\n<p>Il salmo <strong><em>D<\/em><i>e profundis<\/i><\/strong> \u00e8 da una parte <b><i>un ricordo di un grido<\/i><\/b> con successo. Il salmista grid\u00f2 non dalla vale fisica, ma <i>dalle profondit\u00e0 della sua miseria<\/i>. Infatti, poi confessa, se il Signore dovesse considerare le colpe, nessuno resisterebbe. Questo salmo \u00e8 un vero canto di ascesa.<\/p>\n<p>Il salmista canta il <b>perdono ottenuto <\/b>dal suo Dio. La parola\u00a0<em>slicha<\/em> \u00e9 usata solo qui in tutta la Bibbia (v. 4; nell&#8217;ebraico moderno significa &#8220;scusa&#8221;, &#8220;perdono&#8221;). Il perdono di Dio fa risorgere da una valle da cui nessuno esce da solo. Il salmista aggiunge che il perdono di Dio <b>dovrebbe far crescere in noi il timore<\/b>: \u201cMa con te \u00e8 il perdono: cos\u00ec avremmo il tuo timore\u201d.<\/p>\n<p>Allora anche il salmo illustra che <b><i>dalla situazione senza uscita si esce solamente con l\u2019intervento personale di Dio<\/i><\/b>. Questa esperienza non comporta conoscenza di Dio, ma la reverenza.<\/p>\n<h3>Seconda lettura (Rom 8,8-11)<\/h3>\n<p>Il passo breve dalla Lettera ai Romani affascina con la saldezza di un\u2019affermazione. Lo <b><i>spirito di Cristo che \u00e8 in noi ha vinto il dominio della carne<\/i><\/b>. Dice Paolo che la nostro carne \u00e8 morto per il peccato, ma lo Spirito \u00e8 la via per la giustizia. Anche qui mi pare che sia possibile capire, che la <b>forza<\/b> o meglio la <b>carezza divina<\/b>, <b><i>riesce vincere ogni tipo di morte<\/i><\/b> e cambia la vita di quelli che appartengono a Cristo, a una vita non di sola conoscenza e del timore di Dio, ma anche alla vita, che diventa a sua volta segno di rinascita di tutto ci\u00f2 con cui il cristiano si mette in contatto.<\/p>\n<p>La morte potrebbe quasi far parte della nostra vita, cio\u00e8 non acconsentire alle suggestioni di qualsiasi tipo di male, vuol dire ricordare alla \u201cmortificazione\u201d in prospettiva di vita.<\/p>\n<h3>Il vangelo (Gv 11,1-45)<\/h3>\n<p>La pagina del vangelo ci lascia presi del fascino non piccolo. Il racconto splendido pure la nuova traduzione CEI nomina <b><i>Risurrezione di Lazzaro<\/i><\/b>. \u00c8 <b>l\u2019ultimo segno<\/b> che fece Ges\u00f9 nella vita pubblica, prima della sua ora. \u00c8 il pi\u00f9 <b>lungo segno<\/b>, 45 vv., come lo descrive Gv. Senz\u2019altro lo \u00e8 il segno <b>pi\u00f9 significativo<\/b> di tutti precedenti. Senz\u2019altro ha molti legami con la risurrezione di Ges\u00f9 con i discepoli che cercano Ges\u00f9 dopo la risurrezione e cosi via.<\/p>\n<p>Vorrei soffermarmi solo su alcuni momenti del racconto. Mi soffermerei sulla <b>dinamica della relazione del discepolo<\/b> con Ges\u00f9, nel momento quando l\u00ec viene annunciato la notizia dell\u2019amico malato.<\/p>\n<p>Lazzaro l\u2019amico di Ges\u00f9, \u00e8 ammalato e le sorelle di Lazzaro chiamano Ges\u00f9 perch\u00e9 venisse. Nella seconda scena Ges\u00f9 svela ai suoi discepoli una brutta notizia. \u201c<i>Lazzaro non guarir\u00e0, anzi morir\u00e0<\/i>\u201d. Aggiunse che questo sar\u00e0 per la gloria di Dio. Per\u00f2 non svel\u00f2, che lo andava a trovare. Anzi, pur avendo amato tutta la famiglia non se ne and\u00f2. I discepoli non lo trovarono strano. La ragione si svela subito \u2013 <b><i>avevano pi\u00f9 paura, perch\u00e9 poco tempo fa, l\u00ec in Giudea lo volevano lapidare<\/i><\/b>. Mentre il lettore vede quale rapporto sta fra Ges\u00f9 e la famiglia di Lazzaro, i discepoli impauriti pensano pi\u00f9 a Ges\u00f9 che a Lazzaro.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, <i>come se non sentisse le parole dei discepoli e dice \u201c<b>Lazzaro, il nostro amico, s\u2019\u00e8 addormentato; ma io vado a svegliarlo<\/b><\/i><b>\u201d<\/b>. Ovviamente, che per i discepoli \u00e8 chiaro, che se il malato si addormenta, guarisce. Tanto di pi\u00f9 non bisogna andare a trovarlo. Di nuovo non avendo capito il suo discorso metaforico, Ges\u00f9 chiarisce il suo progetto. \u201cBisogna che io ci vada. Lazzaro \u00e8 morto.\u201d Ma stranissimo, Ges\u00f9 dice <b><i>che \u00e8 contento<\/i><\/b>. Non lo \u00e8 per\u00f2 per la morte dell\u2019amico, ma perch\u00e9 per i suoi discepoli <i>potr\u00e0 dare un\u2019ulteriore segno perch\u00e9 loro credano<\/i>. <b>La morte potr\u00e0 essere un segno di vita<\/b>.<\/p>\n<p>Mi piace la frase che dice Tommaso. \u00c8 piena di fervore e di passione per i suggerimenti di Ges\u00f9. Ma mi piace un po\u2019 anche perch\u00e9 non la capisco bene. Cio\u00e8 \u201c<i>Andiamo anche noi a morire con lui!<\/i>\u201d Vuole morire con Lazzaro e cos\u00ec diventare una occasione per Ges\u00f9 a fare un segno? Oppure vuole morire con Ges\u00f9, che \u00e8 in pericolo di morte e cos\u00ec diventa molto solidale con il maestro?<\/p>\n<p>Di <b>Tommaso<\/b>, come uno che non si spaventa, <b><i>mi piace pi\u00f9 a vederlo pronto di morire con Ges\u00f9<\/i><\/b>. Tommaso avr\u00e0 coraggio di controllare i segni della morte sul corpo di Ges\u00f9 risorto. Ma mi piace la proposta di Tommaso, perch\u00e9 stasera mi va bene con il mio tema dalla morte che svela la vita. Cio\u00e8, Tommaso \u00e8 un po\u2019 lento a capire, che veramente la morte non avr\u00e0 ultima parola. Diventa un simbolo di ognuno che da discepolo di Ges\u00f9 non sempre intravede come uscire dalle difficolt\u00e0, dai cerchi chiusi, dalle catene della quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>Tommaso come un <b>simbolo dei giorni vicini della morte<\/b> di Ges\u00f9, potr\u00e0 diventare un aiutante per questi giorni a riprendere il cammino, la corsa. Potrebbe essere un richiamo di avere il coraggio di affrontare le difficolt\u00e0 e un esempio di fiducia di andare avanti con Ges\u00f9. Perch\u00e9 come la risurrezione di Lazzaro era un segno per creder in Ges\u00f9, per alcuni dei Giudei, cos\u00ec il simbolo di Tommaso coraggioso e solidale con Ges\u00f9, pu\u00f2 essere per noi un segno di riprendere la quotidianit\u00e0, le situazioni non chiare o magari dolorose, con le parole del discepolo \u201cAndiamo anche noi, moriamo con lui\u201d\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Morte come una porta alla vita Introduzione Abbiamo 4 settimane e 4 giorni di quaresima ormai dietro di noi. 32 giorni. Quando ho fatto la maratona in Galilea mi ricordo che fino al km 30 \u00e8 andato tutto bene, ma poi proprio km 32 e 38 erano molto critici. 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